Kim Stanley Robinson, The Ministry for the Future

The thirties were zombie years. Civilization had been killed but it keep walking the Earth, staggering toward some fate even worse than death. Everyone felt it. The culture of the time was rife with fear and anger, denial and guilt, shame and regret, repression and the return of the repressed. They went through the motions,Continua a leggere “Kim Stanley Robinson, The Ministry for the Future”

Salient Spring

Il passaggio dall’Antropocene fantasma (invisibile come il grisou) all’Antropocene manifesto (esplosivo come uno schiaffo divino) è stato un attimo. Il merito di questa presa di coscienza non è da ascrivere né ai professionisti del Grand Tour antropocenico, con i loro mémoir patinati su global warming e sesta estinzione, né al metadiscorso (eco)critico, capace però diContinua a leggere “Salient Spring”

Dispacci dall’Antropocene #1-13

Cosa e come scrivono scrittrici e scrittori in questa nuova epoca di collassi? Che cosa fanno artisti, musicisti, disegnatori? Quali sono i temi e gli argomenti che esplorano in prima linea? Dispacci dall’Antropocene è una rubrica che raccoglie, analizza e discute i frammenti meno visibili di un mondo in mutazione: umani, animali, terre che compongonoContinua a leggere “Dispacci dall’Antropocene #1-13”

Bewilderment

Il cielo, di notte, lontani da qualunque città, è qualcosa di nuovo. Stupisce, diventa una prospettiva. Richard Powers, qualche anno fa. Forse vede se stesso e, nella nebbia delle idee, alcune immagini per il nuovo romanzo. Così è per tutti. Un padre vedovo, un bambino da crescere, mano nella mano, in campeggio, in una forestaContinua a leggere “Bewilderment”

Grendel Room

Un anno fa aprivamo il Problema, oggi proponiamo un altro strumento. Una serie di incontri, a cadenza variabile, di presenza, con alcuni obiettivi di elaborazione e discussione specifici. Il calendario delle coordinate verrà pubblicato di volta in volta su La Grande estinzione. Prevediamo nei prossimi mesi di svolgerli a Modena, Monza, Milano, Palermo e Torino,Continua a leggere “Grendel Room”

Sciamanesimo e scrittura

Epistemologie Lo sciamanesimo è un modello intellettuale unificante inventato dagli antropologi per interpretare culture diverse. L’accezione variabile ed estensiva del termine permette di applicare tale modello a svariati gruppi umani. In ogni continente sono state descritte società “sciamaniche” (area circumpolare russa, canadese e americana; Cina, Corea e Giappone; Europa antica e moderna; Africa; Nord America,Continua a leggere “Sciamanesimo e scrittura”

L’atelier di Kenneth White

La terra non stanca mai (Walt Whitman) A volte lo spazio di lavoro di uno scrittore è una geografia performativa, un ecosistema di luoghi e cose che parla del suo metodo e che sostiene il suo pensiero nel farsi. Per due volte, alla fine degli anni Novanta, ho incontrato il poeta Kenneth White a casaContinua a leggere “L’atelier di Kenneth White”

Morte della distopia

Alla distopia dobbiamo tutto. Theory fiction, speculative fiction, alternative utopiche, ucronie perturbanti, un immaginario del limite in grado di trasformare la critica politica in un progetto antropologico disancorato dalla cronaca. Ma la distopia è in agonia per abuso, in dissolvimento per semplificazione e, ovviamente, in aura di banalità. Con La strada di Cormac McCarthy siContinua a leggere “Morte della distopia”

HIEMARIUM

Vestibolo temporale Proviamo a immaginare di essere nel 2150. I capodogli non esistono più da almeno un secolo. Proviamo a immaginare adesso di leggere Moby Dick nel 2150. L’animale anatomico e metafisico, le descrizioni d’etnografia marinaresca e di etologia, l’epica uomo-mostro, hanno perduto per sempre il loro referente narratologico, il fulcro immaginativo, l’oggetto. Capire cheContinua a leggere “HIEMARIUM”

Imperium – Prima variante

Nei prossimi tempi giocheremo con Imperium fuori dalle dinamiche librarie. Pubblicheremo parti che non sono nel libro, ramificazioni narrative, bolle scoppiate. La posta in gioco non è editoriale ma narratologica: intercettare i tempi, dare istruzioni per l’uso, spostare il limiti del testo. E qui vorremmo che, come in un romanzo diffuso, qualcuno cominciasse ad aumentareContinua a leggere “Imperium – Prima variante”

Piccola cosmopoiesi portatile

Per fare worldbuilding la lezione più semplice e al tempo stesso più complessa viene dalle cortecce dipinte degli Aborigeni australiani. In genere rappresentano soggetti animali organizzati in modo simmetrico e distribuiti in zone geometriche. In una singola icona, sintetica e plurale, esistono più livelli ontologici calettati l’uno nell’altro: a) la corteccia è la mappa diContinua a leggere “Piccola cosmopoiesi portatile”

Grendel Astray

Walk on air against your better judgement.Seamus Heaney Dopo l’inutile proemio della cronaca Grendel si chiude nella tana, si chiude le orecchie per non ascoltare, si chiude ancora di più dentro dentro di sé per rifiutare l’universo dei viventi e vivere da mostro esiliato. A Heorot lo scaldo canta le Origini del Mondo, la terraContinua a leggere “Grendel Astray”

Archeologie del dopo

An old man is twice a child (William Shakespeare, Hamlet, Act 2 Scene 2) L’interferenza tra passato e futuro, il loop tra paleofiction e science fiction, il serpente Uroboro la cui la testa temporale morde la coda dei suoi antipodi spaziali, sono una chiave di lettura centrale nel decriptare l’Antropocene. In Esiste un mondo aContinua a leggere “Archeologie del dopo”

Geografie immense dell’albero

Branches, combing the sun, laughing at gravity, still unfolding. Something moves at the base of the motionless trunks. Nothing. Now everything. This, a voice whispers, from very nearby. This. What we have been given. What we must earn. This will never end. Richard Powers, The Overstory. 1. Radici Gaston Bachelard, ne La poetica dello spazio,Continua a leggere “Geografie immense dell’albero”

A cosa servono i selvaggi?

George Landow, in Hypertext. The convergence of contemporary critical theory and tecnology (1992), a un certo punto fa riferimento alle modalità narrative degli abitanti delle isole Trobriand. In particolare sta pensando a ciò che scrive Dorothy Lee: Un Trobriandese non parla di strade che connettono due punti o che vanno da un punto a unContinua a leggere “A cosa servono i selvaggi?”

Geografie senza ghiaccio

Si sciolgono. Stiamo perdendo ghiacciai alpini, banchise polari, scudi glaciali. Ma che cosa stiamo perdendo con il ghiaccio? Certamente paesaggi, ecosistemi, specie, ma anche un immaginario complesso, un’ecologia della mente in cui i ghiacci della terra hanno svolto per l’uomo, dal Paleolitico a oggi, una funzione cognitiva e poetica fondamentale. Fondamentale, ma non evidente. GastonContinua a leggere “Geografie senza ghiaccio”

Tristis est anima mea

Disclaimer: inevitabili spoiler, parti dello svolgimento, colpi di scena, affrontano temi rilevanti ed evocano parole chiave. La serie TV 8 Tage (Otto giorni alla fine, 2019), diretta da Michael Krummenacher e Stefan Ruzowitzky, è una produzione Sky Germany a budget ridotto. La computer graphic della sigla è decisamente scarsa ma viene compensata dalla colonna sonoraContinua a leggere “Tristis est anima mea”

Antropocene Fantastico: un’anteprima

Oggi, 21 settembre 2020, esce il cartaceo di Antropocene Fantastico. Dalla Premessa: “Primo luogo possibile. Una ragazza o un ragazzo di 30.000 anni fa entra in una grotta profonda. La lampada a grasso vacilla, moltiplica rilievi e cavità, ombre e brillamenti degli accidenti rocciosi, crepe. Le dita sulla pietra viscida seguono i solchi delle unghiateContinua a leggere “Antropocene Fantastico: un’anteprima”

Predatori e prede: ragionare sugli archetipi

Tutto comincia in un tempo in cui la mente umana non era neanche un’idea, ma la mente umana viene direttamente da lì, da un’immensa savana cognitiva piena di cacciatori e cacciati. Il sistema nervoso di tutti i cordati ha codificato nei recettori e nei riflessi un catalogo di azioni/reazioni per fuggire e inseguire, per prendereContinua a leggere “Predatori e prede: ragionare sugli archetipi”