TESTI

Per un nuovo immaginario geologico

Premessa. La geologia, da Cro-Magnon a Deleuze, è un modello di pensiero cosmologico, filosofico, socio-culturale. Tuttavia in Occidente sembra impossibile emanciparsi dall’asfittica dialettica Ge/Chthon, dalla mitologia greca in generale, dal pensiero aristotelico-cartesiano. Il mondo è molto più vasto e i saperi geologici di culture diverse dalla nostra sono modelli (o spunti alternativi) per ripensare laContinua a leggere “Per un nuovo immaginario geologico”

Sciamanesimo e scrittura

Epistemologie Lo sciamanesimo è un modello intellettuale unificante inventato dagli antropologi per interpretare culture diverse. L’accezione variabile ed estensiva del termine permette di applicare tale modello a svariati gruppi umani. In ogni continente sono state descritte società “sciamaniche” (area circumpolare russa, canadese e americana; Cina, Corea e Giappone; Europa antica e moderna; Africa; Nord America,Continua a leggere “Sciamanesimo e scrittura”

Escapismo

Full of spoilers di Greenland (2020), 8 tage (2019), Demonologia rivoluzionaria e Remembrance of Earth’s Past di Cixin Liu, Soft apocalypse di Will McIntosh. “… e trasformano l’astronomia in una astrologia dell’Armageddon” Laura Tripaldi in Demonologia rivoluzionaria (NOT NERO editions, 2020). Questa transizione e trasformazione è illustrata in tre eventi rilevanti nella Scala Torino: –Continua a leggere “Escapismo”

Morte della distopia

Alla distopia dobbiamo tutto. Theory fiction, speculative fiction, alternative utopiche, ucronie perturbanti, un immaginario del limite in grado di trasformare la critica politica in un progetto antropologico disancorato dalla cronaca. Ma la distopia è in agonia per abuso, in dissolvimento per semplificazione e, ovviamente, in aura di banalità. Con La strada di Cormac McCarthy siContinua a leggere “Morte della distopia”

Arcipelago Antropocene

Lo scopo di una mappa è duplice: collocarsi nel mondo e perdersi per il mondo. Una mappa senza lacune non è una mappa: la sua funzione è stimolare l’immaginario perché è il vuoto che lo spinge a manifestarsi. Questa mappa, costruita materialmente in un giorno ma nata da un anno e mezzo di discussioni eContinua a leggere “Arcipelago Antropocene”

HIEMARIUM

Vestibolo temporale Proviamo a immaginare di essere nel 2150. I capodogli non esistono più da almeno un secolo. Proviamo a immaginare adesso di leggere Moby Dick nel 2150. L’animale anatomico e metafisico, le descrizioni d’etnografia marinaresca e di etologia, l’epica uomo-mostro, hanno perduto per sempre il loro referente narratologico, il fulcro immaginativo, l’oggetto. Capire cheContinua a leggere “HIEMARIUM”

Tempo-Canone Z-Sistema

I flagelli, invero, sono una cosa comune, ma si crede difficilmente ai flagelli quando ti piombano sulla testa. Nel mondo ci sono state, in egual numero, pestilenze e guerre; e tuttavia pestilenze e guerre colgono gli uomini sempre impreparati. Albert Camus (esergo a The Pandemic Century di Mark Honigsbaum) Rivolta del tempo Senza la precisioneContinua a leggere “Tempo-Canone Z-Sistema”

Imperium – Prima variante

Nei prossimi tempi giocheremo con Imperium fuori dalle dinamiche librarie. Pubblicheremo parti che non sono nel libro, ramificazioni narrative, bolle scoppiate. La posta in gioco non è editoriale ma narratologica: intercettare i tempi, dare istruzioni per l’uso, spostare il limiti del testo. E qui vorremmo che, come in un romanzo diffuso, qualcuno cominciasse ad aumentareContinua a leggere “Imperium – Prima variante”

Piccola cosmopoiesi portatile

Per fare worldbuilding la lezione più semplice e al tempo stesso più complessa viene dalle cortecce dipinte degli Aborigeni australiani. In genere rappresentano soggetti animali organizzati in modo simmetrico e distribuiti in zone geometriche. In una singola icona, sintetica e plurale, esistono più livelli ontologici calettati l’uno nell’altro: a) la corteccia è la mappa diContinua a leggere “Piccola cosmopoiesi portatile”

Grendel Astray

Walk on air against your better judgement.Seamus Heaney Dopo l’inutile proemio della cronaca Grendel si chiude nella tana, si chiude le orecchie per non ascoltare, si chiude ancora di più dentro dentro di sé per rifiutare l’universo dei viventi e vivere da mostro esiliato. A Heorot lo scaldo canta le Origini del Mondo, la terraContinua a leggere “Grendel Astray”

Archeologie del dopo

An old man is twice a child (William Shakespeare, Hamlet, Act 2 Scene 2) L’interferenza tra passato e futuro, il loop tra paleofiction e science fiction, il serpente Uroboro la cui la testa temporale morde la coda dei suoi antipodi spaziali, sono una chiave di lettura centrale nel decriptare l’Antropocene. In Esiste un mondo aContinua a leggere “Archeologie del dopo”

Geografie senza ghiaccio

Si sciolgono. Stiamo perdendo ghiacciai alpini, banchise polari, scudi glaciali. Ma che cosa stiamo perdendo con il ghiaccio? Certamente paesaggi, ecosistemi, specie, ma anche un immaginario complesso, un’ecologia della mente in cui i ghiacci della terra hanno svolto per l’uomo, dal Paleolitico a oggi, una funzione cognitiva e poetica fondamentale. Fondamentale, ma non evidente. GastonContinua a leggere “Geografie senza ghiaccio”

Tristis est anima mea

Disclaimer: inevitabili spoiler, parti dello svolgimento, colpi di scena, affrontano temi rilevanti ed evocano parole chiave. La serie TV 8 Tage (Otto giorni alla fine, 2019), diretta da Michael Krummenacher e Stefan Ruzowitzky, è una produzione Sky Germany a budget ridotto. La computer graphic della sigla è decisamente scarsa ma viene compensata dalla colonna sonoraContinua a leggere “Tristis est anima mea”

Predatori e prede: ragionare sugli archetipi

Tutto comincia in un tempo in cui la mente umana non era neanche un’idea, ma la mente umana viene direttamente da lì, da un’immensa savana cognitiva piena di cacciatori e cacciati. Il sistema nervoso di tutti i cordati ha codificato nei recettori e nei riflessi un catalogo di azioni/reazioni per fuggire e inseguire, per prendereContinua a leggere “Predatori e prede: ragionare sugli archetipi”

Un posto tranquillo

Siamo tutti d’accordo su un fatto: il Canone, qualunque cosa esso sia, scontornato o definito, allusivo o programmatico, è alla fine un dispositivo di controllo dell’immaginario tanto rudimentale quanto inefficace. Per esistere, un dispositivo del genere non ha bisogno di essere predeterminato, pre-voluto, prefabbricato. Piuttosto, è qualcosa di autogenerato in un ecotopo in cui adContinua a leggere “Un posto tranquillo”

Immaginare lo scenario: The Silence – DeLillo del Futuro

Rifiuti e rovine di un futuro possibile si accumulano nel sottosuolo e nello spazio interiore. Ghost operatives si affrontano per prendere possesso di un rischio morale eterno in un filmato con Hitler. La morte è invisibile, dopo un evento X collettivo, quello per l’individuo è casuale, fuori dalla banda osservabile dell’umano. Una setta, in unaContinua a leggere “Immaginare lo scenario: The Silence – DeLillo del Futuro”

L’isola dei maiali

A cosa serve la Nature writing? In che modo l’esperienza della Wilderness, abbastanza surclassata dal problema-Antropocene, è ancora una questione narratologica primaria? Perché la traduzione di uno spazio geografico in spazio testuale rimane un fatto centrale nell’agenda di chi scrive all’epoca del collasso? Alla periferia della mappa, della palude di Grendel, ci sono autori che,Continua a leggere “L’isola dei maiali”

Grendel. Il problema del nome

«Bisogna trovare un nome. Vedo Grendel». Da qualche parte, i titoli giusti appaiono. Per caso, all’improvviso, dal nulla, il momento di lucidità, l’ispirazione sono approssimazioni ingenue. I titoli giusti emergono da catene e specchi, cenni di idee e percorsi di temi e parole che sembrano ordinarsi. I riflessi deformati e le sequenze di parti immediatamenteContinua a leggere “Grendel. Il problema del nome”

Epica e Tempo: Tenet

C’era una volta un narratore di storie future che non raccontava solo storie future ma che forniva istruzioni per l’uso, per orientarsi nel presente. Chi si aspettava da lui l’intrattenimento di accattivanti storie future non si metteva nelle condizioni per capirle e magari si lanciava in critiche che erano come un boomerang: affermazioni identitarie “contro”Continua a leggere “Epica e Tempo: Tenet”

Come si usa un saggio?

Le liste dei must-read prescritte dalle scuole di scrittura italiane si assomigliano terribilmente tra loro. Non tanto perché i classici sono classici (e in fondo sono sempre quelli) o perché l’idea locale di romanzo non va molto più in là del Settecento euro-americano. Occasionalmente, certo, come riflesso delle personali idiosincrasie del “maestro”, si può trovareContinua a leggere “Come si usa un saggio?”

Scialuppa di salvataggio

Tra agosto 2019 e agosto 2020 sono usciti alcuni pezzi che hanno sostenuto il progetto LGE e inaugurato il progetto IPDG. Questi pezzi toccano alcuni temi-chiave che, nella migliore delle intenzioni, erano sassi lanciati nella palude. Di fatto dicevano a chi si tura il naso “carry on & watch the shit hit the fan”. DireContinua a leggere “Scialuppa di salvataggio”


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