HIEMARIUM

Vestibolo temporale Proviamo a immaginare di essere nel 2150. I capodogli non esistono più da almeno un secolo. Proviamo a immaginare adesso di leggere Moby Dick nel 2150. L’animale anatomico e metafisico, le descrizioni d’etnografia marinaresca e di etologia, l’epica uomo-mostro, hanno perduto per sempre il loro referente narratologico, il fulcro immaginativo, l’oggetto. Capire cheContinua a leggere “HIEMARIUM”

C’era la taiga c’era un incendio

Per Lucia e Claudio C’era la taiga c’era un incendio La taiga era là da sempre L’incendio era nato da un fulmine Il suolo e i cespugli erano secchi Le erbe si gonfiarono frusciarono Le fiamme avvolsero i rami La cenere vorticò tra gli alberi Il fumo serpeggiò nel cielo Ma la taiga era grandeContinua a leggere “C’era la taiga c’era un incendio”

Imperium – Prima variante

Nei prossimi tempi giocheremo con Imperium fuori dalle dinamiche librarie. Pubblicheremo parti che non sono nel libro, ramificazioni narrative, bolle scoppiate. La posta in gioco non è editoriale ma narratologica: intercettare i tempi, dare istruzioni per l’uso, spostare il limiti del testo. E qui vorremmo che, come in un romanzo diffuso, qualcuno cominciasse ad aumentareContinua a leggere “Imperium – Prima variante”

Piccola cosmopoiesi portatile

Per fare worldbuilding la lezione più semplice e al tempo stesso più complessa viene dalle cortecce dipinte degli Aborigeni australiani. In genere rappresentano soggetti animali organizzati in modo simmetrico e distribuiti in zone geometriche. In una singola icona, sintetica e plurale, esistono più livelli ontologici calettati l’uno nell’altro: a) la corteccia è la mappa diContinua a leggere “Piccola cosmopoiesi portatile”

Grendel Astray

Walk on air against your better judgement.Seamus Heaney Dopo l’inutile proemio della cronaca Grendel si chiude nella tana, si chiude le orecchie per non ascoltare, si chiude ancora di più dentro dentro di sé per rifiutare l’universo dei viventi e vivere da mostro esiliato. A Heorot lo scaldo canta le Origini del Mondo, la terraContinua a leggere “Grendel Astray”

Archeologie del dopo

An old man is twice a child (William Shakespeare, Hamlet, Act 2 Scene 2) L’interferenza tra passato e futuro, il loop tra paleofiction e science fiction, il serpente Uroboro la cui la testa temporale morde la coda dei suoi antipodi spaziali, sono una chiave di lettura centrale nel decriptare l’Antropocene. In Esiste un mondo aContinua a leggere “Archeologie del dopo”

Geografie immense dell’albero

Branches, combing the sun, laughing at gravity, still unfolding. Something moves at the base of the motionless trunks. Nothing. Now everything. This, a voice whispers, from very nearby. This. What we have been given. What we must earn. This will never end. Richard Powers, The Overstory. 1. Radici Gaston Bachelard, ne La poetica dello spazio,Continua a leggere “Geografie immense dell’albero”

A cosa servono i selvaggi?

George Landow, in Hypertext. The convergence of contemporary critical theory and tecnology (1992), a un certo punto fa riferimento alle modalità narrative degli abitanti delle isole Trobriand. In particolare sta pensando a ciò che scrive Dorothy Lee: Un Trobriandese non parla di strade che connettono due punti o che vanno da un punto a unContinua a leggere “A cosa servono i selvaggi?”

Geografie senza ghiaccio

Si sciolgono. Stiamo perdendo ghiacciai alpini, banchise polari, scudi glaciali. Ma che cosa stiamo perdendo con il ghiaccio? Certamente paesaggi, ecosistemi, specie, ma anche un immaginario complesso, un’ecologia della mente in cui i ghiacci della terra hanno svolto per l’uomo, dal Paleolitico a oggi, una funzione cognitiva e poetica fondamentale. Fondamentale, ma non evidente. GastonContinua a leggere “Geografie senza ghiaccio”

Tristis est anima mea

Disclaimer: inevitabili spoiler, parti dello svolgimento, colpi di scena, affrontano temi rilevanti ed evocano parole chiave. La serie TV 8 Tage (Otto giorni alla fine, 2019), diretta da Michael Krummenacher e Stefan Ruzowitzky, è una produzione Sky Germany a budget ridotto. La computer graphic della sigla è decisamente scarsa ma viene compensata dalla colonna sonoraContinua a leggere “Tristis est anima mea”