C’era la taiga c’era un incendio

Per Lucia e Claudio

C’era la taiga c’era un incendio

La taiga era là da sempre

L’incendio era nato da un fulmine

Il suolo e i cespugli erano secchi

Le erbe si gonfiarono frusciarono

Le fiamme avvolsero i rami

La cenere vorticò tra gli alberi

Il fumo serpeggiò nel cielo

Ma la taiga era grande e gelata

E l’incendio lontano

*

Tutti gli animali della foresta

Quando i corvi portarono la notizia

Si radunarono alla roccia dell’acqua

Come facevano da sempre

Per discutere dei grandi pericoli

Prede e predatori deboli e forti

Sotto la roccia in riva al lago

Dove l’acqua era blu come la notte

Dove l’isola nel lago era verde

E il silenzio profondo

*

A parlare per primo fu il coleottero

Noi insetti no non ci caschiamo

Noi non crediamo all’incendio

Sono solo leggende lontane

Inventate per spaventare gli animali

Poi fu il salmone a parlare

Forse l’incendio esiste ma tranquilli

Non potrà arrivare fin qui

Perché la taiga è grande e gelata

E l’acqua è ovunque

*

Ma no disse il gufo tra i rami

L’incendio arriverà e sarà doloroso

Molti alberi e animali bruceranno

Ma la taiga è qui da sempre

E noi ce la faremo

Non lo so disse l’orso state attenti

Le fiamme avvolgeranno ogni cosa

Bruceranno a più non posso

Solo i più forti riusciranno a cavarsela

Solo alcuni vivranno

*

La rana ridacchiò sul sasso

Poveri illusi disse nessuno ce la farà

Il mondo che conosciamo sparirà

Sarà sepolto da cenere e carbone

Ma un’altra vita nascerà dalle rovine

Sì le rovine sibilò la vipera

Solo tronchi neri e silenzio

Solo tenebra e desolazione

La vita non nasce dal buio

Solo polvere grigia

*

Tutti gli animali tacevano

Non sapevano cosa dire cosa fare

Allora a parlare fu l’arvicola

Sentite disse io so solo una cosa

Restiamo uniti prepariamoci a donare

L’insetto si lasci mangiare dal pesce

Il pesce dall’uccello il caribù dal lupo

È il momento di farlo sul serio

Perché qualunque cosa accadrà

Bisogna farcela assieme

*

Ma gli animali scossero la testa

Sotto un vento tiepido e strano

Troppo tiepido troppo strano

Come il sogno di un intruso

Nella taiga grande e gelata

Gli animali scossero la testa

Qualcuno sorrise dell’arvicola

Qualcuno si grattò il sedere

E uno alla volta se ne andarono

Ciascuno a casa sua

*

Bene disse il lupo ai lupi

Dal disordine trarremo vantaggio

Benissimo dissero i castori

Costruiamo laghi immensi

E le fiamme si fermeranno

I conigli si rinchiusero nelle tane

E si misero ad aspettare in preghiera

Gli scoiattoli seppellirono provviste

Pensando alle generazioni future

E i caribù fuggirono a nord

*

Poi l’incendio arrivò

Come una tempesta dal deserto

La polvere incandescente cadde

L’ossigeno fu risucchiato

Le cose si incenerirono

Tutti cominciarono a correre

E chi poteva correva più forte

Ma le fiamme saltavano come tigri

Le braci rotolavano ovunque

E il fumo li afferrò

*

La taiga era un mondo di fuoco

E dal fuoco immenso uscivano animali

Con fiamme e fumo sulla schiena

I cacciatori li aspettavano fuori

E li uccidevano ridendo di gioia

Ma l’incendio era come l’oceano

Le sue onde ricaddero su di loro

I cacciatori vennero travolti

Anche l’uomo scomparve

Come cenere

*

Silenzio silenzio e nel silenzio un sogno

Nel buio delle menti come una piccola luce

L’arvicola rosicchiava un mirtillo

Quando l’ebbe finito sussurrò

Animali della taiga svegliatevi

La tempesta è passata

Non guardate la pioggia di cenere

Non guardate le montagne di carbone

Respirate se potete

Svegliatevi

*

Allora una vipera strisciò fuori dal buco

Nella luce senza sole

Qualche rana ruppe il fango indurito

Si sgranchì le zampe

Due cuccioli d’orso spuntarono da una caverna

Mentre nel cielo di nuvole e fumo

Gli uccelli volavano sulle rovine

E si posavano sui rami di carbone

I pesci lasciarono depositare la cenere

Gli insetti forarono la terra

*

Adesso cosa facciamo chiese un coniglio

Andiamo alla pietra dell’acqua disse un lupo

Ma cosa mai può esserci là chiese un ragno

Andiamo a vedere disse un rospo

E se l’incendio tornasse chiese un gufo

Chi può saperlo disse il verme di terra

E gli animali strisciarono camminarono

Volarono verso la pietra dell’acqua

Dove un tempo erano soliti ritrovarsi

E l’erba cresceva

*

Alla fine arrivarono

Era là la roccia delle riunioni

Il lago era nero ma l’isola era salva

Le foglie erano coperte di cenere

Ma il vento la toglieva

E adesso cosa facciamo chiese la lince

Nuotiamo disse la renna

E tutti si buttarono in acqua

E chi non sapeva nuotare

Chiedeva un passaggio

*

L’isola era un sasso nel vuoto

La foresta un ricordo

Il mondo di prima era finito

Ma il pesce mangiava l’insetto

L’uccello mangiava il pesce

Il cervo moriva per il lupo

Il lupo moriva per il verme

E i sogni sognavano i sogni

Mentre la taiga nera e deserta

Sognava le foglie.

(Athens, GA – agosto 2019)

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